Nel rispetto dell’ambiente…
Le nostre case, le nostre aziende, le nostre infrastrutture: è qui che si compie quello che è uno spreco ormai sempre maggiore di carta. Ogni giorno noi stampiamo, strappiamo e buttiamo: ogni giorno, in ognuno dei nostri cestini, la carta viene gettata a tonnellate, magari, addirittura, senza seguire una corretta raccolta differenziata; magari, addirittura, senza considerare minimamente il riciclo “nostrano” di fogli che potremmo benissimo utilizzare il giorno seguente.
A dare una mano al Pianeta, quindi, ci pensano le nuove tecnologie, arrivando lì dove a volte persino noi umani non arriviamo (e dove, invece, potremmo tranquillamente arrivare attraverso “sforzi” più che minimi): ecco, quindi, che vengono brevettate soluzione per rispondere positivamente all’incessante e massiccio impiego di carta ed inchiostri altamente inquinanti.
In questo senso, esempio di minimo sollievo per il nostro Ecosistema è il nuovo Ecofont, carattere tipografico ecologico e gratuito (scaricabile, difatti, al seguente link) che permette alle cartucce dei nostri apparecchi di stampa di durare il 20% in più della norma.
Il meccanismo alla base di Ecofont è più che semplice: all’interno, infatti, delle lettere del medesimo font sono stati aggiunti dei piccolissimi cerchi vuoti, impercettibili nel momento in cui il testo viene stampato in dimensione normale, i quali aiutano a ridurre il consumo d’inchiostro.
In Italia, ad esempio, molti Comuni hanno già deciso di ed iniziato ad utilizzare questo font per le stampe effettuate nei propri uffici amministrativi.
Ecofont si basa sul Vera Sans, carattere Open Source, è utilizzabile da tutti i sistemi operativi (Windows, Mac OSX e Linux) e nasce a seguito di una ricerca effettuata da un’azienda olandese (la Spranq): lo studio in questione ha prodotto questo carattere che permette di risparmiare sui consumi di inchiostro e di toner. Prima di stabilire che i mini-cerchi fossero la soluzione migliore, la suddetta ricerca aveva tenuto in considerazione anche l’impiego di barrette piuttosto che piccoli quadrati e ancora triangoli, asterischi o semplicemente la riduzione delle lettere ad un formato ultrasottile o formate dal solo contorno. A spuntarla sono stati i cerchi, i quali, secondo i calcoli della Spranq, consentono un risparmio del 20% dell’inchiostro solitamente impiegato.
I risultati migliori si ottengono scegliendo una dimensione del font fra 9 e 10 punti ed una stampante che utilizzi la tecnologia laser.
Trovato, quindi, il carattere che non spreca abbiamo bisogno della stampante giusta sulla quale utilizzarlo al meglio: in questo caso citiamo un’eco-stampante firmata Epson dal nome Px800Fw. Grazie, infatti, alla funzione Ink Detection del quale è dotato, il suddetto dispositivo riesce a capire quando necessita di auto-pulirsi e calibrarsi. Ergo: le cartucce, che una volta terminate sono nocive per il nostro ambiente, durano di più.
Tornando, invece, alla questione iniziale, quella della carta, come dobbiamo comportarci? Innanzitutto via il condizionale: non si tratta di un “dovremmo” bensì di un “dobbiamo” urlato a gran voce. L’impiego di carta riciclata è, in questo senso, più che essenziale, oltre al tentativo di non stampare qualcosa di assolutamente inutile.
Oltre ai piccoli accorgimenti quotidiani, ecco entrare in gioco anche alcuni importanti marchi del settore: Xerox, ad esempio, ha dato vita ad uno speciale inchiostro che si cancella dopo una giornata, permettendo di utilizzare e riutilizzare il medesimo foglio di carta per un totale di 100 volte. Questo inchiostro è stato creato grazie ad un composto chimico molecolare simile a quello impiegato nelle lenti, in grado di cambiare colore se e quando esposto ai raggi UV; in questo preciso caso, però, la carta si cancella in maniera graduale, in un tempo che varia tra le 16 e le 24 ore.
- 19 aprile 2010







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