Scritto da alice
Google vuole allargare ulteriormente i suoi orizzonti e lo fa trasformando ciascuno dei classici account di posta elettronica in una parte integrante di un ipotetico, nuovo, vero e proprio social network: Gmail arriva così ad assorbire sempre più funzioni proprie delle cosiddette reti sociali, in modo da attrarre maggiormente i fedeli (e sempre più numerosi) seguaci di Twitter, Facebook e compagnia. Ecco, quindi, il lancio di Google Buzz: evoluzione, estensione di Gmail e rivoluzione per chi, come gli addetti ai lavori di Mountain View, nel corso degli ultimi anni il proprio servizio email lo aveva già più che ampliato in quanto a funzioni. Buzz, dunque: “una nuova era nelle comunicazione e condivisione delle informazioni” che tutti gli utenti Gmail troveranno nella schermata principale del proprio account, posizionato come una nuova etichetta (al pari di quella della posta in arrivo e così via).
Ma di cosa si tratta nel dettaglio? Di una nuova opzione che permette di visualizzare, direttamente dall’interfaccia classica del proprio account Gmail, aggiornamenti, fotografie, video e links pubblicati dai propri amici. Il tutto vi suona familiare? Se siete utenti Facebook & Co. sicuramente sì: la modalità di condivisione e visualizzazione, infatti, è la stessa delle homepages dei più celebri e seguiti social networks. Quindi, proprio come sul social network di Mark Zuckerberg, si potranno pubblicare interi testi, links, foto trovate direttamente in Rete (ad esempio su Flickr) piuttosto che video firmati YouTube e messaggi precedentemente o contemporaneamente “twitterati” sull’altro colosso di queste communities. Per ogni contenuto, poi, si potrà decidere se renderne pubblica la condivisione (il contenuto sarà così accessibile a tutti e presente anche sul proprio profilo pubblico) o se limitare quest’ultima ai contatti presenti nell’account di posta in questione. Buzz, quindi, essendo strettamente collegato alla casella di posta in arrivo Gmail, si aggiornerà con la stessa modalità ogni volta che qualcuno commenta o risponde ad un contenuto precedentemente pubblicato dall’utente. Inoltre, un sistema molto simile ad un altro firmato Google, PageRank, segnalerà le discussioni più popolari anche quando il loro autore non rientra nella cerchia di contatti dell’utente specifico. 
La strategia del numero uno dei motori di ricerca appare certamente finalizzata ad invertire la tendenza per la quale la posta elettronica sembra essere ormai sempre meno usata, se comparata all’utilizzo dei social networks più famosi, da determinate fasce di utenti: secondo una recente indagine, il pubblico dei social ha raggiunto i 301 milioni di utenti mentre quello delle email è fermo ai 276.
Mr Bradley Horowitz, responsabile della gestione prodotti di Google, ha presentato Buzz introducendolo con queste parole: “i social networks hanno un grande valore ma quando hai 500 o 5000 amici diventa difficile distinguere le informazioni utili dal rumore: ciò che è importante per un altro, potrebbe non esserlo per me, e il tempo è una risorsa sempre più preziosa. Questo è uno di quei problemi che a Google piace risolvere”.
E’ dal 2004, in realtà, che Google tenta di affermarsi in questo settore, ben prima, dunque, del boom mondiale dei primi della lista, Facebook e Twitter, ma da Orkut in poi le iniziative lanciate non hanno riscontrato il favore prospettato del grande pubblico; la piattaforma Google Wave (dalla quale il marchio, per attuare Buzz, ha sostanzialmente “traslocato” i principali strumenti), ad esempio, ideata e progettata per divenire un innovativo canale di comunicazione per il Web 2.0, appare semi-dimenticata nella versione Beta dello scorso Maggio.
Il contrattacco commerciale di Facebook in primis, comunque, non si fa attendere: la creatura di successo di Mark Zuckerberg si sta organizzando, infatti, per disturbare Gmail sul suo terreno, trasformando il proprio sistema di messaggistica in un servizio email, progetto, questo, che sarebbe stato battezzato, in codice, “Titan”.
D’altra parte però, quel che è certo è che con i suoi 150 milioni di utenti unici mensili Gmail può rivelarsi, in breve tempo, il decisivo punto di svolta per quel di Mountain View in quel settore in cui, fino ad oggi, i risultati ottenuti non sono stati quelli sperati.